Il grande cortile erboso del Castello di Casotto con i porticati e la facciata della chiesa al centro, circondato dai boschi
Castello di Casotto (Garessio) — foto: Arbenganese · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Arrivarci è già parte del viaggio. La strada risale la Val Casotto, una delle Valli Monregalesi più appartate, tra boschi fitti di faggi e abeti, finché a circa 1.090 metri di quota si apre una radura con un grande complesso dalle facciate rosate: è il Castello di Casotto, chiamato anche Reggia di Valcasotto. Non ha torri né merli, perché castello non è nato: per oltre sei secoli è stato un monastero, e solo nell'Ottocento è diventato una residenza reale.

Sei secoli di vita certosina

La storia comincia nel 1172, quando un gruppo di eremiti fondò qui una certosa, una delle più antiche d'Italia. Il luogo era ideale per la regola dei certosini: isolato, silenzioso, protetto dai boschi. Nei secoli il complesso fu più volte danneggiato da incendi e ricostruito, e a partire dal 1754 fu ridisegnato dall'architetto Bernardo Vittone, uno dei maestri del barocco piemontese, che gli diede in gran parte l'aspetto che vediamo oggi. La vita monastica si interruppe nel 1802, con le soppressioni degli ordini religiosi in epoca napoleonica.

La residenza dei Savoia

Nel 1837 il re Carlo Alberto acquistò l'antica certosa e la trasformò in residenza estiva e di caccia. Il figlio, Vittorio Emanuele II, la amò molto: da qui partiva per le battute di caccia nell'alta valle, e qui trascorreva parte dell'estate lontano dalla vita di corte. La principessa Maria Clotilde di Savoia, figlia di Vittorio Emanuele II, la scelse come rifugio estivo proprio per il silenzio e l'isolamento, adatti alla sua profonda religiosità. I Savoia conservarono la proprietà fino al 1882.

Il complesso è oggi della Regione Piemonte, che lo ha acquisito nel 2000. Dopo una lunga chiusura per restauri, il castello è stato riaperto al pubblico nell'estate del 2020 e da allora accoglie i visitatori nella bella stagione.

Cosa si visita

Il percorso si concentra sull'ala nord, con gli appartamenti reali arredati: sale, camere e ambienti di rappresentanza che conservano mobili, decori e quadri ottocenteschi, tra cui una serie di ritratti di principi e principesse legati alla dinastia. Di grande effetto la cappella reale, e poi il campanile e le aree archeologiche, dove si leggono i resti dell'antica chiesa e del convento certosino. Il grande cortile erboso, chiuso dai porticati e dominato dalla facciata della chiesa, è il punto in cui meglio si coglie la doppia anima del luogo: monastero e reggia insieme.

Intorno, la valle offre tutto ciò che serve per completare la giornata: prati per una pausa all'aria aperta, sentieri nel bosco e, scendendo verso valle, il piccolo borgo di Pamparato.

Da sapere: l'accesso al castello è consentito solo con visita guidata, di solito nei fine settimana e nei festivi tra la primavera e l'autunno. Gli animali non sono ammessi all'interno, salvo i cani di assistenza, e non si entra con zaini grandi. Calendario, orari e prenotazioni cambiano ogni anno: verificateli sui canali ufficiali del gestore delle visite e della Regione Piemonte prima di partire.

Consigli per la gita

  • Prenotate con anticipo nei weekend estivi e nei ponti, quando la richiesta è alta.
  • Anche in piena estate, a oltre mille metri, le mattine e le sere possono essere fresche: portate una giacca leggera.
  • Se viaggiate con il cane, organizzatevi perché qualcuno resti con lui all'esterno durante la visita, magari facendo una passeggiata nei boschi intorno.
  • Abbinate la visita a una sosta nei paesi della valle o a una camminata facile nei dintorni.

Il Castello di Casotto è una gita di mezza giornata o di un'intera giornata da fare in auto partendo da Vivi il verde Home, nella frazione di Case Ponza di Frabosa Sottana: al ritorno vi aspettano il parcheggio gratuito e una casa su due livelli dove riposare dopo la strada di montagna.

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